
Grande soddisfazione per Walter Veltroni, presidente del Consiglio Immaginario della Repubblica Ipotetica.
Ieri in una convulsa giornata si è votata la fiducia al governo-ombra. Nello scenario di un Palazzo Madama fatto coi Lego nella sede del Pd, i membri del Parlamento di Fantasilandia (tanti pupazzetti di peluche) hanno votato a maggioranza la fiducia all’esecutivo guidato dall’ex sindaco di Roma.
Il dibattito è filato via liscio, se si eccettua un caustico intervento, dai banchi dell’opposizione, dell’onorevole Giraffa-di-Trudi del Pdl. Subito si sono levati fischi da parte della maggioranza, prontamente sedati dal Presidente della Camera (che era una figurina di Egidio Calloni, la quale a onor del vero si è comportata in modo molto più corretto di Gianfranco Fini; ma ci voleva poco).
Purtroppo la seduta parlamentare è stata interrotta dall’ingresso in sala di una esterrefatta Livia Turco. Dopo aver trovato Veltroni che giocava a terra con i pupazzetti, ha chiamato a malincuore un’ambulanza.
Le condizioni di Veltroni ora appaiono stabili, e probabilmente verrà dimesso in giornata. Questa mattina ha persino fatto colazione: frappé di fragole e biscotti.
Subito ha disposto un decreto-legge per calmierare i prezzi del frappé; ma i medici dicono che guarirà presto.
giovedì 15 maggio 2008
Il governo-ombra ottiene la fiducia
mercoledì 14 maggio 2008
Lungimiranza
“Per me il regime parlamentare è in decadenza…! Ne volete una prova? Nessuna legge organica è arrivata in porto, e se abbiamo leggi organiche furono necessari i pieni poteri. Difatti il parlamento italiano non corrispose alle splendide promesse…
Ma voi che sentite parlare di Destra, di Sinistra, e di Centro, se vedeste la Camera! Ai deputati manca il criterio, perché sono senza intelligenza, senza ingegno e fermezza di carattere. Venuto con santo entusiasmo alla Camera, ogni illusione dell’animo mio si è spenta”.
Antonio Billia, onorevole deputato del Parlamento Italiano, 1879
sabato 10 maggio 2008
Ecco il nuovo governo (ombra)
giovedì 8 maggio 2008
Ecco il nuovo governo
Hanno appena giurato. E che Dio sia clemente con noi...
mercoledì 7 maggio 2008
Roma: conosciamo meglio il nuovo sindaco

Lo scorso 28 aprile gli italiani, accendendo la televisione, hanno scoperto che era cambiato il sindaco di Roma. I lettori dei tg raccontavano con entusiasmo - be’, al Tg3 un po’ meno - che il nuovo podest…. ehm sindaco si chiama Gianni Alemanno.
- Chi? - avranno detto in molti.
- Alemanno!
- Alemanno chi?
- Quello dell’Area!
- Trezeguet?
- Ma no! Quello che stava all’Agricoltura!
- Dinamite Bla?
- Quello con gli occhi vicini!
- Fabio Fazio?
Per venire incontro a questo problema, abbiamo dunque deciso di tracciarvi un ritratto di sì insigne personaggio.
Giovanni Alemanno nasce a Bari nel 1958, ma da bambino si trasferisce con la famiglia a Roma. Secondo la biografia presente sul sito ufficiale, nel 1970 inizia la sua attività politica, ma fino agli anni ‘90 non gli capita nulla.
Ora, non è mia abitudine dubitare delle biografie ufficiali: come non credere a un politico che racconta la sua vita? Però mi sembrava strano questo buco di venti anni, così ho preso le mie informazioni.
E ho scoperto che aveva ragione: dal 1970 al 1990 non gli è successo niente di rilevante, se si eccettua:
- la militanza politica nell’estrema destra romana anni 70, prima nel Fuan, poi nel Fronte della Gioventù, a fianco ad altri camer… amici come Maurizio Gasparri, Ignazio La Russa, Roberto Fiore, Massimo Morsello
- un arresto nel 1981 con l’accusa di aggressione a mano armata ai danni di uno studente
- un secondo arresto nel 1982 con l’accusa di lancio di molotov contro l’ambasciata sovietica
- un terzo arresto nel 1989 per resistenza a pubblico ufficiale e tentato blocco di corteo autorizzato
In verità in tutte e tre le occasioni è stato prosciolto (anche se la seconda gli è costata 8 mesi di carcere preventivo), il che dimostra che questi avvenimenti erano effettivamente irrilevanti.
Sia come sia, all’epoca il nostro prode, soprannominato dai suoi camerati Lupomanno per l’erculea combattività e la indomita guerreggiante baldanza con cui si ergeva ritto innanzi il Sole natìo a tracciare i più fulgidi destini della Patria, aveva le idee molto chiare.
Sventolava fiero gloriosi vessilli con celtiche croci, pronunziava vibranti parole contro la decadenza delle plutocrazie occidentali, era pronto con eburnea volontà a opporsi a chiunque attentasse all’italico onore. Punto di riferimento culturale: Julius Evola.
Nel 1989 il già citato arresto è motivato da una manifestazione da lui lanciata contro la visita in Italia del presidente Bush: visita a suo dire offensiva per la memoria dei camerati caduti lottando contro l’invasore statunitense. In quegli stessi anni organizza una manifestazione di contestazione nei confronti di Umberto Bossi, nefasto rinnegatore dei valori della Patria.
Ma questi sono dettagli irrilevanti, come giustamente sottolinea il suo sito. La sua vera vita inizia intorno al 1993.
Che accade in quei giorni? Sono gli anni della svolta del Msi. Il periodo in cui Fini Gianfranco piano piano detta le nuove regole per una destra moderna. Via le camicie nere e sotto con le camicie di seta. Via l’alleato germanico e sotto con gli Stati Uniti e Israele. Basta con il corporativismo e un bell’evviva all’imprenditoria e al liberismo (leggi: alleanza con Forza Italia). Quanto agli attentatori all’unità del suolo natìo, per ragioni di cartello elettorale si può anche chiudere un occhio: e vai, alleati con la Lega. Nuovo riferimento culturale: Mike Buongiorno.
Il prode Alemanno si ripresenta così in doppio petto e viene eletto deputato nel 1994. Non è stata una scelta facile quella di seguire Fini nella svolta di Fiuggi. Il nostro all’epoca era tra l’altro il pupillo di Pino Rauti, il fondatore di Ordine Nuovo, al punto da averne sposato la figlia. Secondo le indiscrezioni, la svolta del ’94 provocò tanto scandalo in famiglia, che per anni il suocero gli ha tolto il saluto romano.
Il resto è storia. Dopo il 1994 è sempre rieletto alla Camera dei Deputati. Dal 2001 al 2006 è ministro alle Politiche Agricole. Nel 2008 si candida a Sindaco di Roma e tre giorni prima del ballottaggio onora il 25 aprile rendendo omaggio alla tomba di Salvo D’Acquisto. Non sappiamo se anche in quella occasione portava al collo - come sua abitudine - una medaglietta neonazista. Sia come sia, il 28 aprile vince le elezioni e diventa sindaco.
E qui giù polemiche per i modi in cui certi simpatizzanti hanno accolto la notizia: saluti romani, bandiere naziste, assalti teppistici, oltraggi a monumenti delle Fosse Ardeatine.
Ma perché farne una colpa ad Alemanno, se questa gente non ha capito che c’è stata una svolta?
Facessero anche loro come lui: un tratto di penna e zac! venti anni di vita diventano qualcosa di irrilevante.
Non è tanto difficile, no?
lunedì 5 maggio 2008
Eva e Marco: cronaca di un esperimento

Sono sempre stato affascinato dai Cesaroni, quella serie tv in cui si celebra la romanità rappresentando Roma come un paradiso senza polvere, senza rumore né inquinamento né zingari né naziskin.
Ma più di tutti mi ero appassionato a un personaggio: Marco. Ma sì, Marco, il figlio di Amendola, quello che sogna di fare il cantautore e nonostante quel lieve difetto di pronuncia si rivela di puntata in puntata il più grande compositore di canzoni dai tempi di Schubert (o forse mi sto confondendo con i Beatles, chissà). Benché con gli amici lo abbia ribattezzato “il Bietolone”, è diventato il mio idolo.
E ancora mi di più mi sono appassionato al personaggio di Eva, la sorellastra con cui ha una complicata storia d’amore; una che - mi gioco quello che volete - soltanto nella poetica finzione potrebbe cacarsi un simile pampascione.
Potete immaginare il mio stupore quando mi hanno detto che i due avevano aperto un blog. Subito mi sono precipitato a leggere. Cacchio! mi sono detto. Sono proprio loro! E non si tratta degli attori: sono proprio i personaggi di Marco ed Eva che scrivono delle loro storie, facendo riferimento all’ultima puntata.
A dire il vero per un attimo ho avuto il sospetto che fosse tutta una finta: magari - ho pensato - Marco ed Eva nella realtà non esistono e il blog lo scrivono alcuni redattori pagati apposta. Ma mi sono dovuto ricredere quando ho letto i commenti. Persone con nomi tipo Nikoletta95 o Puffi97 salutavano Marco e gli lasciavano il proprio indirizzo email pregandolo di metterlo nei contatti msn.
No, se le cose stanno così non può essere una finzione.
Così ho deciso di lasciare anch’io un commento. Ho approfittato del fatto che Marco nell’ultimo post raccontava la sua esperienza in radio, dove ha potuto cantare in diretta una delle sue ultime composizioni.
Certo dunque di fare un gradito omaggio alla romanità tanto cara ad Amendola, il vostro Zeni alle 17,57 lasciava il seguente commento (allegato n.1):
“Ciao Marco, ho saputo che hai suonato alla radio. Ma davvero? Sticazzi!!!”
Mal me ne incolse.
Subito la severa schiera degli attempati lettori è intervenuta a censurare il mio comportamento.
Alle 20,30 una certa Kikki (allegato n.2) mi rispondeva con severità e una valanga di punti esclamativi:
“x zeni……. la maleducazione non è accettata!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!” 
Più sarcastica Mary92 che alle 8,15 mi sfidava:
"p.s zeni ha ragione kiki ke la maleducazione nn è accettata in questo blog, vorrei proprio vedere come canti tu ah ah ah… "
Rispondo volentieri:
@kikki:
sia i puntini di sospensione che i punti esclamativi possono essere al massimo tre
@Mary92:
1) dopo “zeni” devi mettere una virgola, altrimenti si capisce che Zeni ha ragione e benché sia vero suppongo che non fosse questo il senso che volevi dare alla frase
2) se vuoi sentire come canto posso anche venire a farti una serenata sotto al balcone, ma visto che potresti essere mia figlia sarebbe quasi reato
3) a proposito di età, hai 16 anni: cacchio ci fai su internet alle 8 del mattino? niente scuola?
Non c’è nulla da fare. La mia incursione nel mondo dei giovani non è andata bene, segno che l’età è davvero avanzata.
Ma soprattutto è andato male il mio tentativo esprimermi in romanesco. Chi glielo spiega che intendevo soltanto omaggiare un grande artista facendogli un complimento nella sua lingua?
La verità è che dopo tre anni a Roma ancora non ho capito bene alcune sfumature.
Tipo quando usare “sticazzi” e quando “meicojoni”.
Nel dubbio continuerò ad andare a intuito.
‘A kikki: la maleducazione non è accettata?
Sticazzi.
sabato 3 maggio 2008
Santoro prepara le valigie
Ma ripeto, lì per lì mi son detto che magari sono troppo maligno.
E invece no. Si fa peccato, ma ci si azzecca.
Notizia di oggi: il solerte Petruccioli ha annunciato che porterà al prossimo cda Rai il problema dello scandaloso comportamento di Santoro e promette che farà di tutto "perché certi espisodi non si ripetano".
Non sono un fan di Santoro, sulla coerenza di Travaglio comincio ad avere più di qualche dubbio. Grillo, be', lo sapete, mi sta proprio sul fegato. Ma tutto questo non mi scende giù.
Scommettiamo?
Tempo qualche mese e anche Santoro, come già Biagi, sceglierà di lasciare la Rai.

