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domenica 29 giugno 2008

Spagna campione: cosa ci mancherà degli Europei


Adesso che con la vittoria della Spagna è calato il sipario su questi campionati Europei di Austria e Svizzera, possiamo tirare un primo bilancio. Tante sono le cose che ricorderemo e che ci mancheranno.

Ci mancherà la teutonica perfezione del sistema organizzativo, che per tutelare la sicurezza e il decoro aveva proibito i festeggiamenti per strada, lo strombazzare delle auto e lo sventolio delle bandiere. A Zurigo era consentito soltanto il festeggiamento svizzero, cioè un moderato sorriso e un gesto della manina. A Vienna una circolare del sindaco imponeva ai tifosi di festeggiare il risultato qualunque fosse, anche in caso di sconfitta; e così si è capito perché nel ’38 gli austriaci avevano accolto i nazisti con fiori e applausi: erano troppo educati per protestare.

Ci mancherà l’Olanda di Van Basten, che per un po’ sembrava la squadra più forte del mondo, finché non si è capito che il merito era tutto di Italia e Francia.

Ci mancherà la Russia di Hiddink, che sembrava uno squadrone e poi si è capito che il merito era tutto dell’Olanda.

Ci mancherà la Spagna, che sembrava uno squadrone e dopo che ha battuto l’Italia ci ha fatto comodo continuare a pensarlo.

Ci mancherà la Turchia di Terim, che ha dato l’illusione di poter ripetere l’incredibile serie di botte di culo della Grecia 2004 e poi ha perso all’ultimo minuto. Terim si è consolato trovando nuovo lavoro come barista al Billionaire di Flavio Briatore.

Ci mancheranno le dichiarazioni di Domenech, le camicie di Loew, le parate assolutamente casuali di Lehman. E poi gli inutili commenti di Bagni, Bartoletti che cerca di fare lo spiritoso a sproposito, e Cerqueti che usa “timing” per dire “scelta di tempo” ed “extra time” per dire “tempo di recupero” (che peraltro in inglese si dice “additional time”; gli extra times sono i supplementari, ma vaglielo a spiegare).

Ci mancherà la Federazione Italiana, che ogni giorno rilasciava una dichiarazione di fiducia a Donadoni, e nessuno trovava strano che Abete parlasse al telefono dalla villa livornese di Marcello Lippi.

Ci mancherà Donadoni, che faceva la formazione seguendo le indicazioni della stampa sportiva. Volevano Del Piero e metteva Del Piero; chiedevano Cassano e avevano Cassano; spingevano per Aquilani e zac! ecco Aquilani in campo. E questa è la dimostrazione che i giornalisti non potrebbero mai allenare la Nazionale; purtroppo, però, non è possibile esonerare la Gazzetta dello Sport.

Ci mancheranno le aperture di Pirlo, i cross di Zambrotta e i gol di Toni. Per la verità è un mese buono che ci mancano, e questo forse spiega tante cose.

Ci mancherà infine l’overdose di calcio. Già al terzo turno dei gironi mi sono sentito perso, con la cancellazione della partita delle 18.00. Ma adesso che si fa? Saremo costretti ad assumere il metadone del calciomercato; oppure aspettare le Olimpiadi, per sintonizzarsi alle cinque del mattino con la Cina e accorgersi di avere sbagliato giorno ed essersi svegliati di notte per vedere la lotta greco-romana.

Ma soprattutto questo Europeo mancherà tantissimo alla maggioranza di governo: approfittando del fatto che gli italiani erano distratti dal calcio, hanno approvato all’incirca 13.457 leggi ad personam. Ieri stavano per depenalizzare l’ingiuria alle alte cariche dello Stato, poi Di Pietro ha dato del magnaccia a Berlusconi e hanno fatto marcia indietro.

Sarà per un’altra volta, tranquilli. Non mancheranno le occasioni...


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martedì 24 giugno 2008

Facciamo le primarie per il ct della Nazionale



E' un'idea talmente folle che non è venuta nemmeno ad Aldo Biscardi.

Perché non spingiamo per inserire tra le riforme istituzionali l'elezione diretta dell'allenatore dell'Italia?

Pensateci. Chi vuole cominciare a raccogliere le firme per il referendum?

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lunedì 23 giugno 2008

Donadoni, tempo di processi



Ora che l'Italia è fuori dall'Europeo, dopo aver perso ai rigori contro la Spagna, per Roberto Donadoni inizierà il tempo dei processi mediatici.

Ma il ct può stare tranquillo: grazie al lodo Schifani, i processi non potranno avere luogo prima di un anno.

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martedì 17 giugno 2008

La vittoria dell’Italia a rischio per un decreto del governo



Mentre tutti gli italiani scendono per strada a festeggiare il 2-0 sulla Francia e il passaggio del turno agli Europei, notizie poco confortanti vengono da Palazzo Chigi.

Secondo indiscrezioni, infatti, all’ultimo momento nel pacchetto sicurezza sarebbe stato aggiunto un emendamento che rende non validi tutti i gol segnati dai calciatori italiani tra il settembre 2007 e il giugno 2008.

Le malelingue sostengono che il provvedimento serva ad annullare la mancata qualificazione del Milan alla Champions League. In questo modo la classifica del campionato cambierebbe sensibilmente permettendo ai rossoneri di disputare la competizione europea.

“In realtà questo disegno di legge serve a favorire tutti i cittadini italiani” ha dichiarato Cicchitto di Forza Italia “e solo la propaganda di sinistra può farlo figurare come una legge ad personam”.

Per conto suo, Walter Veltroni ha fatto sapere che “Berlusconi ha rotto il dialogo”.

E anche noi sottoscriviamo: ha veramente rotto il dialogo.

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lunedì 16 giugno 2008

Il derby del Crucchistan



22 uomini in campo e circa 40.000 spettatori: così tanti crucchi nello spazio di 50 metri non si vedevano dal set di Schindler’s List. Ma Austria - Germania è stato soprattutto questo: il grande duello della Nazione Ariana.

Già solo la lettura delle formazioni sembrava qualcosa a metà tra “Roma città aperta” e una lezione sulla filosofia ottocentesca. Basti dire che la Germania schierava in difesa Weltanschaung, Lebensraum, Gestalt e Kristalnacht.

Il primo tempo ha mostrato quello che ci si aspettava. La Germania, cui bastava il pareggio per passare il turno, schiccherava passaggetti a centrocampo; l’Austria, costretta a vincere, provava ad attaccare, limitata però dal problema di avere l’attacco più ridicolo degli ultimi 50 anni (come già visto contro la Polonia).

Ma l’occasione più ghiotta capita al tedesco Gomez, che si vede recapitare da Klose una palla d’oro a trenta centimetri dalla porta. Distratto però dai difensori austriaci, che si producono in fragoroso e improvviso yodel, l’attaccante cicca il pallone e lo sparacchia in alto.

A parte questo guizzo, la partita scorre noiosa come una sinfonia di Stockhausen. I giocatori sembrano abbastanza appesantiti: evidentemente mangiare così tante patate non facilita la corsa e lo scatto.

Ma l’impensabile avviene al 40’ minuto. A bordo campo gli allenatori delle due squadre, Fritz e Péter, vengono a contatto e hanno un diverbio su quale sia la migliore marca di cetrioli in salamoia. Il fatto che entrambi siano alla quarta birra non facilita la calma e l’arbitro si vede costretto a espellerli. L’ultima volta che la Germania si era trovata senza un capo era stato nelle 24 ore tra il suicidio di Hitler e la presa del Reichstag da parte dei sovietici. Quanto all’Austria, il ruolo di ct viene ricoperto temporaneamente dal nonno di Heidi.

Nella ripresa ecco l’Anschluss: dopo pochi minuti la Germania passa in vantaggio grazie a un poderoso tiro di Ballack (il cui nome è preso da un famoso disco dei Sex Pistols). Il centrocampista del Chelsea festeggia correndo per il campo e urlando “Ein volk, ein land, ein fuhrer”. Sugli spalti invece grande esultanza da parte del presidente Angela Merkel, che per motivare i suoi aveva promesso di spogliarsi in caso di vittoria dell’Austria.

Nonostante il rischio, gli austriaci cercano di reagire sostituendo Altertumwissenschaft con Weltuntergangstimmung, ma la Germania è troppo solida in difesa. La partita diventa una sfida di tatticismo. Il vice allenatore tedesco, infatti, che segue una filosofia hegeliana di calcio, estrae la tattica da idee generali che sono dentro di sé e ordina il catenaccio; quello austriaco, più ancorato alla tradizione freudiana, giunge alla conclusione che la sua squadra potrà pareggiare soltanto una volta che avrà sciolto il conflitto interiore dovuto al trauma infantile dell’abbandono; quindi perde ogni speranza.

Difatti speranza non ce n’è. Non succede nient’altro e la partita finisce 1-0. Passano il turno la Germania e la Croazia che, già qualificata, ha battuto 1-0 la Polonia.

I tifosi tedeschi, contentissimi, hanno festeggiato tutta la notte con un terzo tempo a base di wurstel, senape e pogrom. E qui mi fermo, avendo esaurito i luoghi comuni. Restavano in verità ancora l’Oktoberfest e la calata dei lanzichenecchi, ma non ho trovato lo spazio.

E se vi chiedete perché mi sono abbassato a così tanti stereotipi, andatevi a vedere la pubblicità su Toni l’italiano che circolava in Germania alla vigilia degli Europei.

Ora siamo pari. Tié!

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domenica 15 giugno 2008

La Russa: "militari in campo contro la Francia"


La proposta è stata fatta nel primo pomeriggio. Il Ministro della Difesa ormai ci ha preso gusto e vuole soldati ovunque. Certo, c'è stato un po' di imbarazzo da parte di Berlusconi, che non era stato avvertito; ma in fondo i membri del governo non si telefonano più per timore delle demoniache intercettazioni...

In ogni caso, e se fosse? Potrebbe essere un'idea. Contro la criminalità non ci giurerei affatto, ma forse per passare il turno agli Europei funziona.
Sempre meglio dei retropassaggi di Zambrotta...

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venerdì 13 giugno 2008

Dateci una macumba



Tutta colpa di Wanna Marchi.
Se non si fosse fatta arrestare a quest’ora poteva risultare utilissima alla Nazionale. Perché mai come questa sera con la Romania ci sarebbe stato bisogno di un incantesimo del mago Do Nascimiento: un sacchettino di sale, un’estrazione di numeri, una qualunque magia.

O forse no. Forse stiamo soltanto pagando il rigore su Grosso con l’Australia, la goffaggine dell’Ucraina sotto porta, Ribery che sparacchia a un filo dal palo, Trezeguet che centra la traversa. Nella vita - e quindi nello sport - alla fine i conti sono sempre in pareggio.

Altra ipotesi su cui stanno speculando molto è il grande classico del Complotto Arbitrale. Certo, il gol di Toni era regolare (di due millimetri). Il rigore di Panucci era dubbio (se solo fosse consentita la sodomia in area). E subito dopo c’è stato fallo in area su Toni (ho detto “su”? scusate, volevo dire “di”).

O non sarà forse che una squadra campione del mondo non dovrebbe prendere simili gol da Paperissima?

Sia come sia, conta il risultato: Italia - Romania 1-1. Rischiamo sul serio di essere buttati fuori al primo turno.

Il che scatena un altro grande classico del nostro calcio: cercare di centrare la qualificazione grazie anche ai risultati altrui.

Le combinazioni sono tantissime. Dato per scontato che l’Italia batta la Francia (no comment), gli Azzurri passerebbero il turno nel caso in cui:

- Francia e Olanda pareggiano e l’Olanda batte la Romania;
- la Francia batte l’Olanda e Romania e Olanda pareggiano;
- la Francia batte l’Olanda e gli Stati Uniti si ritirano dall’Iraq;
- Francia e Olanda pareggiano e Sandro Bondi critica Berlusconi;
- la Francia viene decimata da un’epidemia di tifo petecchiale e la Romania è arrestata in blocco per immigrazione clandestina;
- la Francia è squalificata perché Ribery è troppo brutto
- gli Olandesi battono la Francia, ma decidono di festeggiare alla loro maniera e vengono fermati dall’antidoping;
- un’astronave precipita sullo stadio durante Francia - Olanda e rimangono vive solo Italia e Romania.

Come si vede, le speranze sono ancora molte.

Nel dubbio, fossi in loro comincerei a preparare le valige.


p.s. mentre scrivo è finito il primo tempo: Olanda - Francia 1-0. Non sarà che questa Olanda è davvero forte e la vittoria contro l’Italia non è stata un caso? Céline direbbe: la consolazione degli impifferati...


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mercoledì 11 giugno 2008

Torre di Babele in Svizzera-Turchia



Seconda giornata del girone A. Svizzera e Turchia, entrambe sconfitte all’esordio, si giocavano una buona fetta di speranze qualificazione. Gara molto sentita dai tifosi, e non solo per la posta in palio: persiste ancora qualche ruggine, dovuta a una rissa tra giocatori durante un incontro di qualificazioni mondiali e al fatto che la Svizzera, per politica protezionistica, continua a vietare l’importazione del kebab.

Ma siamo onesti: a parte tra le Alpi e oltre il Bosforo, nel resto del mondo di questa partita non importava niente a nessuno. Prova ne è che la Rai ha assegnato la telecronaca a Carlo Nesti e Giuseppe Dossena. Non so se mi spiego: Dossena. Uno che da calciatore, a parte aver scaldato la panchina a Spagna ’82, è ricordato soltanto per il polemico passaggio dal Torino all’Udinese. Una roba che se chiedete a Urbano Cairo neanche sa di che state parlando.

(Certo, sempre meglio di Salvatore Bagni e le sue chicche. Tipo “abbiamo battuto pochi calcio d’angoli”. Forse si stava confondendo con l’annoso dilemma pomidoro-pomodori. Lasciamo stare.)

Va bene, lo confesso: Svizzera-Turchia mi interessava talmente poco che l’ho seguita pensando ad altro. Soltanto dopo mezz’ora ho realizzato che gli svizzeri erano i rossi e i turchi i bianchi: prima pensavo che fosse il contrario. Per di più veniva giù che Dio la mandava e la praticabilità del campo era un poco meno peggio di Perugia-Juventus del 2000.

Ma quando credevo di aver capito finalmente chi era chi, è accaduto l’arcano. Infatti al 30’ circa il turco Derdiyok sfugge ai difensori, dribbla il portiere e appoggia al centro; la palla si blocca in un pantano e ne approfitta il turco Hakan Yachin, che insacca da due passi. Però la regia assegna il gol alla Svizzera. Il turco, comprensibilmente, non ha voluto festeggiare, mentre Carlo Nesti sragionava urlando: “Il pallone si è fermato sulla pozzanghera! Si è fermato sulla pozzanghera e ha detto a Yachin: buttami dentro!”.

Succedono cose strane in questo Europeo. Giorni fa la Polonia ha perso con la Germania grazie al gol di un polacco. Ieri Svezia-Grecia è stata risolta dal gol di un serbo. Oggi segna un turco ma è la Svizzera a passare in vantaggio. Bizzarrie della globalizzazione. Sarà che sono tradizionalista, ma io ero abituato a tornei dove si fronteggiavano tedeschi di nome Rumenigge e italiani di nome Rossi, polacchi di nome Zbgniew e spagnoli Butragueno. Invece adesso ti ritrovi con danesi che fanno Mbumu Mpampa e portoghesi di cognome Swarowski.

In realtà non ci sarebbe nessun problema, se non fosse che oramai nessuno festeggia più il gol. Lo segnano sempre contro la nazione dei nonni e non sta bene. Allora vedi i dieci compagni che corrono come dei pazzi e quello che ha segnato - poverino - che vorrebbe unirsi alla festa e invece fa la faccia seria e li allontana. Magari bisbigliando: “piano, ché sennò la prossima volta che torno mi fanno la pelle”.

Inizia la ripresa e dopo 10 minuti segna il turco Senturk. “E’ il 2-0” mi dico. E invece no: stavolta il turco gioca per la Turchia ed è 1-1.

La partita si ravviva, con fasi alterne in cui entrambe le squadre hanno provato a segnare. Negli ultimi minuti è venuta fuori la Svizzera, trascinata anche dal suo calorosissimo pubblico che non faceva che urlare: “Orsù! Orsù!”. L’allenatore elvetico provava anche a ridare freschezza alla sua squadra, togliendo un brasiliano e facendo entrare uno spagnolo, e pochi minuti dopo richiamando il turco Yachin per un tipo di nome Gygax, dalla nazionalità imprecisata (forse venusiano).

Ma quando i giochi sembravano ormai fatti, al secondo minuto di recupero ha segnato la Turchia su contropiede. 2-1 e fischio finale.

La Turchia con questo risultato tiene aperte le speranze di passare il turno. La vittoria è stata festeggiata dai tifosi turchi con caroselli di macchine e canti che hanno invaso le strade di Istanbul, Berlino, Copenaghen, Oslo, Stoccolma, Londra, Dublino, Parigi, Amsterdam, Bruxelles, Roma, Madrid e Lisbona.
Grande delusione invece per la Svizzera, eliminata e costretta a fare le valige e tornare a casa, cioè rimanere dov’è. Gli ultras elvetici, furiosi per il risultato, all’uscita dello stadio si sono sfogati guardando storto gli avversari. Il pronto intervento delle forze dell’ordine ha portato all’arresto di 15 persone, subito processate per direttissima.

Nel pomeriggio il Portogallo ha superato 3-1 una tenace Repubblica Ceca, distratta dal fatto di non avere ancora trovato un nome più semplice per il proprio paese. Buona prestazione di Cristiano Ronaldo, che ha segnato il secondo gol e propiziato il terzo. Unico neo: lo strano colpo d’occhio ogni volta che venivano inquadrati a fianco Ronaldo e Jankulowski: mancavano soltanto un pellerossa e un poliziotto per fare i Village People.

Notizie dal ritiro azzurro. Secondo indiscrezioni, contro la Romania potrebbe essere arrivato il momento di Chiellini. Da chiarire invece chi dovrà marcarlo: Donadoni è indeciso tra Panucci e Barzagli.

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martedì 10 giugno 2008

La Grecia torna sulla terra



Adesso è chiato: il motivo conduttore di questi Europei è “la sconfitta dei Nerds”. Sembra che il dio del calcio stia puntualmente punendo quelle squadre che negli anni passati hanno vinto contro ogni pronostico, grazie al giusto mix di tenacia, bravura e botte di culo. Prima è toccato all’Italia; subito dopo alla Grecia.

C’era curiosità e attesa per il debutto dei campioni in carica, la squadra che detiene il record di aver vinto un torneo senza tirare in porta. E la partita contro la Svezia non ha deluso le aspettative: gli Scandinavi hanno provato per tutto il primo tempo a giocare a calcio, ma si sono dovuti scontrare con il blindatissimo 8-2-0 degli avversari, col numero 10 Karagounis schierato come secondo portiere.

In mancanza di meglio, i telespettatori si sono potuti godere i cori dei tifosi allo stadio. Gli svedesi intonavano un tipico canto dei loro stadi, la cui traduzione in italiano suona più o meno come “orsù volate nell’eburneo cielo a replicare le epiche imprese degli eroi”; i greci, molto più pratici, si limitavano a copiare il po-po-po-po degli italiani.

Ma alla metà del secondo tempo la svolta: il telecronista Rai veniva improvvisamente svegliato dalla notizia del gol di Ibrahimovic. Il simpaticissimo attaccante dell’Inter festeggiava il gol correndo per il campo e urlando “stronzi bastardi ve l’ho messa nel culo”; per poi finire festeggiando con una sua tipica coreografia che prevede di picchiare un bambino.

La Grecia entrava nel panico: l’allenatore tedesco Otto Reahger non aveva previsto alcun allenamento specifico per l’eventualità di uno svantaggio.Così si sono buttati tutti all’ammasso e - udite udite - hanno subito il 2-0 su contropiede. La Grecia non subiva un contropiede dal 1932.

In quel momento si è capito che non erano i greci a cantare il po-po-po-po, ma gli svedesi. I greci, fedeli alla tattica della propria squadra, erano rimasti in silenzio per evitare di attirare l’attenzione. I loro giocatori in campo, incapaci di fare altro, si sono dati da fare per difendere lo 0-2. Missione compiuta.

Nel pomeriggio la Spagna ha surclassato per 4-1 la Russia. Un’ora più tardi la penisola iberica si trovava completamente a corto di gas combustibile. Potrei anche mettere i due avvenimenti in relazione, ma anch’io ho bisogno di metano e perciò taccio. In ogni caso Grecia e Svezia sono avvertite.

Notizie dal ritiro azzurro. Donadoni ha promesso che per la prossima partita apporterà delle modifiche alla formazione: contro la Romania dovrebbe mettere in campo addirittura una difesa.










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Delusione Italia



Grande delusione ieri per i milioni di tifosi che hanno acceso la televisione in attesa della partita Italia-Olanda.
L’incontro, infatti, è stato rinviato dall’Uefa a data da determinarsi per motivi speciosi e poco chiari. Esattamente come accadde otto anni fa in occasione della finale Italia-Francia o nel 1988 con la semifinale Italia-Urss, la partita non è mai stata giocata.

In mancanza dell’Italia, possiamo quindi dedicarci a fare il punto della situazione sugli altri gironi.

Molto interessante la sfida di ieri pomeriggio tra Francia e Romania. Nonostante lo 0-0 finale, c’era parecchio interesse soprattutto intorno alla compagine balcanica, visto l’inaspettato primo posto nel girone di qualificazione. Grande l’entusiasmo dei tifosi romeni: l’affluenza era tale che per vedere l’incontro erano stati organizzati ben 150 pullmann nella sola Viterbo. Meno buoni i risultati di ascolto alla tv romena, dovuti al fatto che gli operai cinesi (che costituiscono ormai il 90% della popolazione di Bucarest) non capiscono il romeno.

Nel girone B ha fatto banco l’epica sfida tra Germania e Polonia. Tra i due paesi non corre infatti buon sangue, anche se non riesco a capirne il motivo. Alla fine ha vinto la Germania 2-0, galvanizzata anche dal messaggio di auguri inviato prima del fischio d’inizio dal Santo Padre Benedetto XVI. “Vi invito a dare il meglio e a rispettare l’avversario” diceva il Pontefice “La Polonia è un bellissimo posto, ci sono stato la prima volta nel settembre del ’39 e ci torno sempre volentieri”.

Delusione invece per i padroni di casa della Svizzera, sconfitti sabato per 1-0 dalla Croazia. I calorosissimi tifosi elvetici hanno espresso tutto il loro disappunto presentandosi sotto la sede della Federazione e mugugnando in contemporanea. Il pronto intervento delle forze dell’ordine ha però disperso i facinorosi.

Gioia sabato sera per il Portogallo. Milioni di tifosi hanno invaso le strade di Lisbona per festeggiare il 2-0 contro la Turchia. Erano infatti venti anni che il Portogallo non segnava due gol nella stessa partita; precisamente dalla partitella di allenamento con la primavera del Botafogo del maggio 1988 (finita 2-1 con un gol in fuorigioco e un rigore inesistente).
Il ct Scolari, infatti, alle prese con la cronica mancanza di attaccanti che affligge la sua nazionale, si era visto costretto a convocare per l’ennesima volta Nuno Gomez, strappandolo al suo nuovo lavoro di attore porno (nel ruolo dello sfigato che sta a guardare).
In verità un oracolo ha predetto che quando i pianeti si allineranno in un anno bisestile una vergine darà alla luce un centravanti portoghese. Nell’attesa del miracolo, i tifosi festeggiano il 2-0 con la Turchia.
Contenti loro...










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venerdì 6 giugno 2008

L’inconsolabile Chiellini


Indiscrezioni dal ritiro azzurro: Giorgio Chiellini è sull’orlo di un esaurimento nervoso.

La storia è conosciuta. Nel corso del primo allenamento dell’Italia in Austria, il terzino della Juventus si è reso protagonista di un infelice intervento che ha frantumato la caviglia del capitano Cannavaro. Al giocatore che ha alzato la Coppa del Mondo è stato diagnosticato un tempo di recupero di due mesi: avventura europea finita. Cannavaro ha comunque fatto di tutto per consolare il compagno e non farlo sentire in colpa.

Nonostante ciò, da allora Chiellini non è più lo stesso. Incapace di fronteggiare il rimorso per aver compromesso la propria squadra, il giorno successivo ha azzoppato Antonio Cassano con una scivolata di 15 metri. Il barese, che non è famoso esattamente per il fair play di Cannavaro, ha rincorso Chiellini per quattro giri di campo, minacciandolo ripetutamente di farlo sparare, sciogliere nell’acido e finire in una colonna di cemento. Calmato dal pronto intervento del ct Donadoni, Cassano si è subito calmato, accontentandosi di bucargli le ruote dell’auto.

Ma la sera Chiellini non si dava pace per l’intervento su Cassano. Così nel tentativo di sfogarsi ha inavvertitamente rovesciato un tavolo sul ginocchio di Luca Toni. Sono seguiti attimi di tensione, anche perché l’attaccante del Bayern urlava in una incomprensibile lingua mista di siciliano, fiorentino e tedesco. La diagnosi serale parlava di rottura dei legamenti.

E Chiellini sempre più depresso. Il giorno dopo l’affranto difensore ha nell’ordine: padellato in testa Rino Gattuso procurandogli un trauma cranico; spinto per errore Andrea Pirlo giù da una scarpata (frattura del femore); tormentato inavvertitamente Gigi Buffon con dei tizzoni ardenti (ustioni di 1° grado su tutto il corpo); evirato senza volerlo Alex Del Piero, che da quando fa lo sponsor all’acqua minerale è afflitto da diuresi compulsiva e passa la metà del tempo in bagno a pisciare; e così via.

Ma Donadoni non si è perso d’animo e ha presentato una lista di sostituti per rimpolpare la Nazionale decimata: Gamberini, Inzaghi, Montolivo, Toldo e Floccari.

Tempo 24 ore e anche i nuovi arrivati erano in infermeria, che cominciava ad assomigliare un po’ alla stazione ferroviaria di Via col Vento. Motivo: un Chiellini sempre più depresso e maldestro. A dire il vero Donadoni ha cominciato a chiedersi se per caso non fosse stato pagato sottobanco da Domenech. Soprattutto quando, in mancanza d’altro, ha dovuto diramare la seguente lista di convocati:

Portieri: Bistazzoni, Bucci, Garella
Difensori: Brio, Chiellini, Gelain, Gerolin, Pergolizzi, Tempestilli, Tricella, Vertova
Centrocampisti: Bonetti, Contratto, Fuser, Galia, Piraccini, Progna, Verza
Attaccanti: Borgonovo, Calloni, Ciocci, Pacione, Sclosa


Sistemata la rosa, adesso Donadoni si trova a dover scegliere il sostituto di Cannavaro al centro della difesa. Il balottaggio è tra Chiellini e Tricella, ma alla fine dovrebbe optare per Vittorio Sgarbi, che dà più garanzie di autocontrollo.